ORARI DI APERURA
La chiesa può essere visitata previo appuntamento telefonico
San Pietro in Guarano fu fondato, tra il IX e il X secolo, da gruppi di profughi cosentini, fuggiti dalla loro città, a causa delle incursioni saracene. La prima parte del toponimo riflette il nome del Santo Patrono, mentre la seconda, che era la designazione medievale dell’abitato, potrebbe derivare dal personale latino AQUARIANU o EQUARIANU, con l’aggiunta del suffisso aggettivale -ANUS, o dal termine ugualmente latino AEQUALANUS, ‘mezzadro’. Casale di Cosenza, ne divenne successivamente una delle “baglive”. Al pari degli altri villaggi del capoluogo provinciale, verso la metà del Seicento fu infeudata al granduca di Toscana, dal cui dominio fu sottratta poco dopo, a seguito della vittoriosa rivolta di Celico. Tornato nel regio demanio, ebbe molto a soffrire durante l’invasione napoleonica. Riconosciuto comune e compreso nel cantone di Cosenza, ai tempi della Repubblica Partenopea, col nuovo ordinamento amministrativo disposto dai francesi, all’inizio del XIX secolo, fu incluso dapprima, quale università, nel cosiddetto governo di Rose e poi nel circondario facente capo a questo centro, assorbendo la località San Benedetto in Guarano. Gli elementi di maggior pregio del patrimonio storico-artistico appartengono all’architettura sacra infatti la chiesa parrocchiale di Santa Maria in Gerusalemme, contiene un monumentale altare marmoreo, in stile barocco, della metà del XVIII secolo, mentre la seicentesca chiesa di San Pietro apostolo è dotata di interessanti opere d’arte.
Poco distante dal Palazzo Collice (al quale era col legata da un cunicolo sotterraneo), la Chiesa di S. Pietro Apostolo è coeva dello stesso. Aperta al culto nel 1605 (come testimonia la data riportata sul portale laterale) originariamente era a navata unica, monoabsi data; fu ampliata nel 1748 con l'aggiunta della navata sinistra, che occupa il primitivo spazio dmiteriale. All'interno pregevoli opere /ignee del '700 (altari, opere in ferro battuto, soffitto cassettonato con al centro un quadro di Madonna con Bambino sul quale sono visibili i fori provocati dagli spari dei soldati francesi di Napoleone che nel 1806 incendiarono tutto l’abitato) e tele del Lupi; all’esterno portale e una finestra in stile rinascimentale in pietra scolpita a mano. In origine dedicata a Santa Maria in Gerusalemme, nel 1945, di- venne la Chiesa di San Pietro Apostolo.
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La chiesta è stata costruita tra la fine secolo XVII e gli inizi secolo XVIII, presenta una navata unica con abside quadrato sormontato da volta ad incannucciata, edificata dopo che quella preesistente fu distrutta in seguito al terremoto del 1683. Soffitto a cassettoni dell’800. Sulla sinistra si apre la cappella intitolata alla Confraternita dell’Immacolata che fonti stori- che locali fanno risalire al 1400. L’altare maggiore in marmo è del 1926, ha sostituito l’altare originario in legno andato perduto. All’interno sono conservati alcuni dipinti ed un antico organo. Sulla facciata principale, a destra, si erge il campanile a pianta quadrata a quattro ordini divisi da cornici marcapiano. Facciata in stile romanico.
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intorno al 1860 su iniziativa della popolazione locale;ha un impianto a navata unica con abside di fondo a pianta rettangolare. L’aula è coperta da struttu- ra voltata a botte in rete metallica intonacata, anche sull’abside. L’interno è decorato con stucchi neoclassici risalenti agli inizi del 900. Annesso alla chiesa vi è un complesso conven- tuale realizzato intorno agli anni ’30, con chio- stro a forma quadrata con archi a tutto sesto in pietra locale lavorata. Al suo interno un dipinto su tela del Tancredi del 1948 ed un altro su ta- vola in legno di autore ed epoca ignota. Sull’altare maggiore si trova una statua della Madonna di Costantinopoli appositamente co- struita da alcuni artigiani montatesi intorno al 1920/21.
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Costruita tra la fine dell’800 e l’inizio del 900. Il primo progetto risale al 1891 per opera dell’architetto Luigi Console e nel 1905 fu modificata in corso d’opera dall’architetto Pisanti, (che restaurò il duomo di Cosenza e il rifacimento della facciata del Duomo di Napoli); è ad aula unica con abside di fondo a pianta rettangolare. Di pregevole fattura l’altare maggiore in marmo intarsiato e la balaustra in marmo con cancello in bronzo, originariamente appartenenti al duomo di Co- senza (metà secolo XVIII), donati dall’Arcivescovo Capece-Galeota alla comunità di S. Pietro in occasione dei lavori di restauro del Duomo di Cosenza. L’interno della chiesa è in stile neoclassico con capitelli corinzi con soffitto cassettonato in legno. Sulla sinistra si trova una Cappella dedicata alla Madonna del Rosario e ospita il tabernacolo. Facciata in stile romanico.
La chiesetta è sita in aperta campagna ed è da sempre meta di pellegrinaggi votivi. Ha assunto un aspetto più suggestivo e caratteristico intorno al 1960, quando è stata ricostruita integralmente nelle dimensioni e nella forma attuale. La statua della Madonna, opera dello scultore Perathoner da Ortisei è del 1966. Il quadro rappresentante la Madonna delle grazie e il Bambino è del 1969,con due corone auree forgiate con monili d’oro offerti dai fedeli. Queste corone oggi non esistono più perché, agli inizi degli anni ’90, furono oggetto di un furto sacrilego ad opera di ignoti. Lungo la strada di accesso e nel piccolo piazzale antistante la chiesetta sono ubicate le colonnine dei misteri.
Costruzione secentesca fatta edificare dalla famiglia “Collice”. Situata sul corso principale era in origine un complesso abitativo di più vaste dimensioni. Della costruzione primitiva restano intatti gli elementi architettonici in pietra (portale, cornici marcapiani, aggetti, decorazioni in ferro). Sulla facciata a valle è presente una interessante torretta angolare circolare, ancora integra.
Fondata dagli Agostiniani unitamente al convento (di cui resta solo il pozzo), in origine aveva un impianto a navata unica; meta di pellegrinaggi fino a quando sul finire del secolo scorso intorno ad essa fu costruito il cimitero. Nel tempo ha subito numerose trasforma- zioni: nel 1900 fu costruita la navata laterale sinistra e nel 1926 la navata laterale destra, con all’interno la riproduzione della grotta di Lourdes ed il campanile a pianta quadrata. Al suo interno si conservano numero- se tele ottocentesche ed un pregevole crocefisso ligneo del secolo XIV. Nella navata centrale si trova l’altare in stile barocco restaurato nel 1948; nella navata di sinistra vi sono un dipinto su tela del Lupi ed un altro di- pinto di autore ignoto in cui sono chiaramente visibili due fori provocati dagli spari napoleonici del 1806. Facciata in stile romanico.