Castiglione Cosentino sorse nel IX-X secolo, all’epoca delle invasioni saracene, come casale di Cosenza, di cui ha seguito le vicende storiche. Pare che in origine si chiamasse Guarano, corruzione del termine “Arano”, usato nel senso di ‘luogo abitato dai popoli primitivi’. Detto Castiglione fino al 1863, quando venne aggiunto la specificazione, per distinguerlo dai comuni omonimi. Non manca però chi ritiene che la sua denominazione porti all’omonima famiglia cosentina, proprietaria della zona. Verso la metà del XV secolo, fu preso, saccheggiato e incendiato dalle truppe del re Ferrante d’Aragona, che intese così ammonire le località ostili. Gravi furono i danni subiti anche durante l’occupazione dei francesi che, all’inizio dell’Ottocento, ne fecero un’università del cosiddetto governo di Rose. Questa disposizione fu confermata dal successivo decreto del 1811, istitutivo dei comuni e dei circondari, e dalla legge di riforma borbonica. Devastato dal terremoto della prima metà del XIX secolo. Del patrimonio storico-architettonico fanno parte alcuni edifici di culto, tra cui spiccano: la chiesa dei cappuccini, contenente, tra l’altro, un pregevole ciborio del XVII secolo, e quella di Santa Maria dell’Olmo.
Presenta una facciata a capanna con ali ribassate in stile misto, privo di intonaco, con richiami neo classici e romanici allo stesso tempo; nella parte bassa vi si aprono tre portali d’ingresso, di cui molto ampio e lavorato quello centrale. I portali laterali sono sovrastati da una monofora lobata, mentre quello centrale da un rosone “incastonato” tra quattro lesene vagamente ioniche; la facciata culmina con il timpano triangolare di chiusura. L’interno è a tre navate e custodisce molte opere del ‘600 e del ‘700.
Molto sobria nella facciata esterna , vi si aprono solo la porta d’ingresso e una mo-nofora ed è sovrastata da un piccolo campanile a vela. All’interno si presenta a na-vata unica e conserva numerose opere d’arte del ‘600 e del ‘700. L'annesso convento dei Cappuccini re-stò vigente fino al 10 gen-naio 1811, quando fu sop-presso dalle leggi murattia-ne. Ripristinato con il ritorno dei Borbone sul trono di Na-poli, fu nuovamente abolito il 9 luglio 1866 dalle leggi sabaude, per essere nuo-vamente ripristinato il 7 maggio 1952.