Campana

L’area del comune di Campana fu abitata fin dall’età del ferro, come testimoniano i reperti archeologici rinvenuti nella zona, un tempo si chiamò Calaserna. Il nome attuale, che riflette chiaramente l’omonimo termine italiano, fa riferimento alla campana adottata, intorno al secolo XI, per la convocazione della “parrasia”, il parlamento dei cittadini che dirigeva la vita pubblica della “università della Terra di Campana”. Occupato dai bizantini, fu in seguito assoggettato al dominio dei normanni, di cui si conservano profonde tracce nel centro storico. Successivamente venne compreso nel feudo cariatese, passando da una nobile famiglia all’altra. Ultimi feudatari furono i Sambiase di Cosenza, che ottennero il titolo di principi. Incluso nel cantone di Cirò, ai tempi della Repubblica Partenopea, col nuovo ordinamento amministrativo disposto dai francesi, all’inizio del XIX secolo, fu dapprima inserito, quale università, nel cosiddetto governo di Umbriatico e poi elevato a capoluogo di circondario. Gravi furono i danni causati dal terremoto del principio del Novecento. Sotto il profilo storico-artistico interessanti sono: la chiesa madre, del X-XI secolo, con un poderoso campanile romanico; quella della confraternita di Santa Maria di Costantinopoli, del Cinquecento; la seicentesca chiesa di Sant’Antonio, con l’annesso ex convento dei francescani riformati; il santuario extramurale della Madonna delle Grazie, del XVI secolo; il palazzo Rizzo; il palazzo Moro, una torre normanna, del secolo XI.

Attrattori

Antico borgo Calaserna di Campana

Campana è un comune della Presila Cosentina, situato a metà strada tra mare e montagna, a circa 600 metri sul livello del mare. In passato il paese era noto come Calaserna.

Chiesa San Domenico di Guzman

Non si hanno notizie precise riguardo alla costruzione della chiesa. La scritta che si legge su muro esterno ``A.D. MDCXXXVIII`` fa supporre che in quell'anno la chiesa era già ultimata. La Chiesa presenta un facciata a capanna con portale in pietra scolpita. L'interno è a navata unica coperta da solaio piano intonacato, terminate con abside rettangolare dopo l'arco trionfale a tutto sesto, la pavimentazione è mattoni di cemento colorati. La sagrestia con accesso sul lato sinistro dell'aula è di forma rettangolare. Il tetto a due falde è sorretto da capriate lignee con manto in coppi.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie

La Chiesa che fu fondata nel 1569 a cura dell'Università di Campana, ha una facciata a capanna, con portale a tutto sesto in mattoni pieni. L'interno è a navata unica, coperta da solaio ligneo a cassettoni del 1664, termina con un'abside rettangolare preceduto da un'arco trionfale a tutto sesto, il pavimento è in cotto. La sacrestia, con accesso dall'abside è di forma rettangolare pavimentata anch'essa in cotto. La copertura a capanna, con manto in coppi, è sorretta da travature lignee

Chiesa di Santa Maria Assunta

``Facciata a capanna, con la presenza di un portale in pietra con frontone spezzato. Vi sono inoltre quattro finestre rettangolari, due in prossimità della navata centrale e le altre due, di dimensioni ridotte, su quelle laterali.``

Chiesa di Sant'Antonio da Padova

La chiesa fu fondata nel 1661, da Fr. Bonaventura da Cirò, la sua costruzione richiese diversi anni. Essa verrà consacrata da Mon. Francesco Marino il 13 settembre 1861.. La chiesa ha una struttura a due navate, quella centrale, di forma rettangolare è coperta da solaio piano di colore bianco, mentre quella laterale è composta da spazi comunicanti coperti con volte a crociera. L'esterno, a capanna, risulta semplicemente intonacato, con portali sormontati da archi a tutto sesto in mattoni pieni. La copertura è a capanna su capriate lignee , in corrispondenza della navata centrale, mentre quella laterale risulta a falda, anch'essa su travatura lignee. Il manto di copertura è in coppi.

Chiesa della Madonna di Costantinopoli

La devozione alla Madonna di Costantinopoli, molto diffusa nel Mezzogiorno d’Italia, si fa risalire al 1453, anno in cui sulla spiaggia di Salerno sarebbe stata rinvenuta un’Icone della Vergine portata da alcuni marinai scappati da Costantinopoli in seguito alla caduta della città in mano turca. Da qui si sarebbe propagata per ogni dove. A Campana la chiesa della Madonna di Costantinopoli, cui è annessa l’omonima Confraternita, risale agli inizi del 1600. Nella Visita Pastorale del 1611 non si parla della chiesa, il che fa supporre che non era ancora sorta. In quella del 1634, invece, è notato che “la chiesa della Congregazione è nelle condizioni delle Visita precedente”. La costruzione, pertanto, sembra da mettere tra il 1611 e il 1634. La chiesa originariamente aveva una sola navata con l’altare maggiore dedicato alla titolare. Sul lato destro della navata vi erano due altari, di cui uno dedicato alla Anime Purganti (ancora esiste) e l’altro a S. Francesco Saverio. Di fronte all’altare del Purgatorio c’era la nicchia della Madonna Addolorata, ora passata sull’altare delle nuova seconda navata.

I Giganti della Incavallicata e l'Elefante di Pietra

A Campana di Calabria, nel Parco Nazionale della Sila, si trovano i I Giganti dell' Incavallicata, due sculture megalitiche create probabilmente dai primi abitanti della Calabria. La prima statua, chiamata ``L' Elefante di Pietra``, alta 5,50 m, rappresenta un elefante, il che avvalorerebbe le ipotesi che siano state costruite dai soldati di Annibale durante la Seconda Guerra Punica, verso la fine del III secolo a.C.. La seconda, alta 7,50 m, mutilata nella parte alta, rappresenta le gambe di un essere umano ed è stata ribattezzata ``Il Ciclope`` o anche ``Il Guerriero Seduto``. E' rimasto un mistero che però negli ultimi anni è divenuto oggetto di studio e di interesse da parte di: 'Gaia il pianeta che vive', 'Leonardo', 'Geo&Geo' (Rai tre), Mario Tozzi (geologo CNR), Syusy Blady ('Turisti per caso') per SKY (Popoli del mare) Mediaset (italia Slow Tour) ed Expo 2015 Milano, Roberto Giacobbo Voyager Ai confini della conoscenza (Rai 2), Alessandro Guerricchio (e altri) ``L'Elephas e il condottiero di Campana, in Bollettino della Società Geografica Italiana``, Sergio Frau ('La Repubblica'), 'Le Monde' in Francia, Luigi Bignami ('Focus') e Letterio Pomara ('Panorama') , Tamara Ferrari ('Tgcom24'), e che ha fruito di specifica presentazione alla BIT di Milano, alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (Paestum) e al padiglione Italia Expo 2015 Milano, oltre che di un libro ben documentato di Domenico Canino ('Le Pietre dell'Incavallicata').

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