Lappano

Il Comune di Lappano fu fondato, probabilmente nel IX-X secolo, da gruppi di profughi cosentini, costretti ad abbandonare la loro città, a causa delle invasioni saracene. Il toponimo deriva dal personale latino LAPPA, con l’aggiunta del suffisso -ANUS, indicante appartenenza.
Sede di una delle “baglive” di Cosenza, nel corso del Quattrocento godette dei privilegi concessi dai re Alfonso e Ferdinando d’Aragona. Come gli altri casali del capoluogo provinciale, verso la metà del XVII secolo fu infeudato al granduca di Toscana, dal cui dominio venne sottratto poco dopo, a seguito della vittoriosa rivolta di Celico. Durante l’occupazione napoleonica del regno di Napoli subì vari danni. Con le riforme amministrative attuate dai francesi, all’inizio dell’Ottocento, fu incluso dapprima, quale università, nel cosiddetto governo di Celico e poi tra i comuni del circondario facenti capo a questo centro. I Borboni l’aggregarono a Zumpano, da cui si staccò nel 1834, riacquistando l’autonomia. Il terremoto del principio del XX secolo la colpì gravemente. Tra i monumenti spicca la chiesa parrocchiale, dedicata a San Giovanni Battista; costruita nel Cinquecento, contiene pregevoli opere d’arte, tra cui un polittico settecentesco, di scuola napoletana. Interessanti sono anche i ruderi di un castello medievale dei principi Sanseverino, ad Altavilla.

Attrattori

Chiesa della Madonna delle Nevi

A navata unica con altare maggiore di fondo del 1863. Molto piccola, non custodisce opere di rilievo

Chiesa di San Giovanni Battista

Le navate sono divise da pilastri quadrati in pietra scolpita a mano ed archi a tutto sesto. Sull'altare maggiore pala d'altare del seicento in legno intarsiato e dipinti. In facciata portale con arco a tutto sesto in pietra lavorata. Il campanile a vela a due luci è del 1700 coevo agli altari laterali ed alle finestre. Dietro l'altare maggiore colpisce l'imponenza della pala di legno intagliato in stile barocco, probabilmente opera di arti- sti roglianesi del XVII secolo. L'opera è istoriata con quattro dipinti, quello centrale rappresenta San Giovanni che battezza Gesù nelle acque del Giordano. La chiesa, che è stata proclamata monumento nazionale nel 1958, conserva un pulpito settecentesco in legno intarsiato e un fonte battesimale che risale all'epoca della sua fondazione

Chiesa di Santa Maria Assunta

Chiesa matrice del paese, di piccole dimensioni, ad unica navata con abside di fondo rettangolare, separato da un arco in pietra scolpita a mano e decorato con colonnine tortili. Dalla sacrestia si accede ad un locale che, probabilmente, era la cisterna di un castello limitrofo. All'esterno, sulla facciata a capanna, portale in pietra scolpita datato 1569.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie

In origine a navata unica, si presenta ora a due na- vate con abside di fondo rettangolare ed arco santo a tutto sesto in pietra; portale in pietra con arco a tutto sesto decorato a mano. Campanile a pianta quadrata costruito di recente. E' intitolata alla Santa che, per tradizione popolare, pare che abbia salvato il paese dal terremoto del 1783. La struttura ha una navata centrale (sul cui soffitto si può notare un dipinto raffigurante Santa Lucia) e una laterale (dove c'è un altare dedicato a San Francesco di Paola). La chiesa originaria risaliva probabilmente al Medioevo. Nella facciata principale della Chiesa si apre un grande portale cinquecentesco in tufo su cui è incisa un' epigrafe latina che riporta la data del 1596. Oggi, dopo i danneggiamenti dovuti ai devastanti terremoti ed a restauri un po' affrettati, si presenta quasi spoglia. Non ci sono più, quindi, il Crocifisso di legno del XVI secolo, l'organo settecentesco e l'altare ligneo.

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