Spezzano della Sila fu fondato, sul finire del IX secolo, da profughi cosentini, fuggiti dalla loro città, per via delle incursioni saracene. Il toponimo, che in documenti della prima metà del Trecento compare nella forma Speciano Magno, deriva dal personale latino SPEDIUS o SPETIUS, con l’aggiunta del suffisso aggettivale -ANUS. Si è chiamato Spezzano Grande fino al 1928, quando venne unita a Spezzano Piccolo, tornato indipendente nel 1937. La specificazione “della Sila” si riferisce chiaramente all’ubicazione del centro. Al pari degli altri casali del capoluogo provinciale e a differenza di quest’ultimo, si schierò con gli angioini nella guerra contro gli aragonesi. Verso la metà del XVII secolo, fu venduto al granduca di Toscana, dal cui dominio si sottrasse poco dopo, a seguito della rivolta di Celico. Comune del cantone di Cosenza, ai tempi della Repubblica Partenopea, col nuovo assetto amministrativo dato dai francesi al regno di Napoli, all’inizio dell’Ottocento, fu elevato a capoluogo dapprima di un governo, comprendente diverse università, e successivamente di un circondario. Rimasto fedele ai Borboni, durante l’occupazione napoleonica, prese poi parte attiva alle lotte risorgimentali. Tra i monumenti principali: la parrocchiale di San Biagio, con elementi dell’originaria costruzione quattrocentesca; la chiesa di San Francesco di Paola, con portale in pietra, del XV secolo; l’attiguo monastero, adornato di statue e stucchi, in stile barocco; la chiesa di San Pietro, in cui si può ammirare una pregevole pala d’altare, del Settecento, e quella dell’Immacolata, contenente, tra l’altro, un dipinto tardo-quattrocentesco.
Attrattori
Chiesa di San Biagio
La Chiesa di San Biagio ha un impianto a tre navate divise da pilastri in tufo, su cui si impostano archi a tutto sesto, presenta un’abside di fondo coperto con volta a crociera e costoloni in tufo. Arco Santo a sesto acuto in conci lapidei. La navata centrale è coperta da una struttura voltata a sesto ribassato del ‘700, coeva della cantoria. Fonte battesimale in pietra (leone accovacciato) del XV secolo. Pala dell’altare Maggiore in legno intarsiato del XVIII secolo. All’esterno portale in pietra tufacea sulla facciata principale; posteriormente è ubicato il campanile a pianta quadrata costruito in epoca più recente
Chiesa di San Pietro
``L’edificio, coevo o di poco posteriore alla chiesa di S. Biagio, presenta identico impianto e struttura: a tre navate divise da pilastri quadrati in tufo con abside di fondo in cui è ubicata una notevole pala d’altare in legno lavorato a mano di fattura settecentesca. All’esterno sulla facciata principale, vi è un portale in pietra scolpita a mano e sul lato posteriore si trova il campanile a pianta quadrata di epoca più recente.
``
Chiesa e convento di San Francesco di Paola
Quello di Spezzano della Sila è il terzo convento dei francescani minimi, realizzato in Calabria tra gli anni 1446 e 1453, su patronato della famiglia Giudicessa. Nel secolo XVIII ospitava una ricchissima biblioteca ed una scuola teologica di altissimo livello. Nel corso degli anni fu adibito: a prigione e tribunale (1800) a filanda (1930) a scuola media (1945). Oggi ospita le Suore del Sacro Cuore. Interessante il chiostro quadrato del 1458. La chiesa annessa al convento presenta all'interno un inconfondibile stile barocco, conseguenza del restauro effettuato nel 1712. A navata unica con otto altari laterali (quattro per lato)contiene numerosi arredi lignei dei secoli XVII e XVIII, oltre a numerose tele coeve. All’esterno la chiesa ha un bellissimo portale in pietra ad arco a sesto acuto del ‘400, opera di scalpellini locali, con un portico con pitture murali, con a destra la torre campanara.
Museo Narrante dell'Emigrazione - La Nave della Sila
Si vuole ricordare, in questo luogo, le angosce, le speranze, le insanabili nostalgie, i drammi pubblici e privati di milioni di persone costrette all’espatrio, ma anche la partenza di nuove, straordinarie avventure di persone che hanno rappresentato nel mondo l’intraprendenza italiana, la capacità di rimettere in discussione la propria vita intera, e di costruire “ponti” dal paese a nuove, importanti realtà sociali ed economiche. L’idea è stata quella di costruire una struttura che non si qualifichi esclusivamente come memoria del passato, ma che sia anche proiezione nel presente e nel futuro. L’emigrazione italiana di massa, fenomeno storicamente concluso e sostanzialmente rimosso dalla coscienza collettiva, è stata oggi sostituita dall’immigrazione di massa verso l’Italia. Un luogo che intenda porsi come struttura culturale dinamica – sottolineando, accanto alla qualità epico sentimentale dell’esodo, il valore positivo di “apertura”, in tutti i sensi, rappresentato dai movimenti migratori – non può certo ignorare che la storia delle migrazioni continua, e che, seppure a ruoli rovesciati, l’Italia continua a esserne parte importante. Da un lato il passato, dall’altro il presente-futuro. Da un lato, dunque l’esperienza italiana nel mondo, dall’altro, l’esperienza straniera in Italia. “Museo narrante” perché la visita, si snoda attraverso gigantografie di immagini straordinarie, in larga parte sconosciute, accompagnata da una voce narrante che racconta le tante storie di dolori, piccoli e grandi eroismi, ed una colonna sonora di canti dell’emigrazione italiana. La suggestione che si vuole creare nell’ambientare la scenografia, la tolda di una nave, in una ex vaccheria dell’altopiano silano, tende a creare un impatto fortemente evocativo / educativo nel visitatore. Nel luglio 2013, è stata aperta la nuova sezione MARE MADRE, dedicata all’immigrazione, è un atto dovuto in questa regione che, da terra di emigrazione, sta rivivendo la drammatica esperienza al contrario e diviene terra di accoglienza e di immigrazione. L’arrivo della Vlora al porto di Bari l’8 agosto 1991 segna per il nostro paese l’inizio di una nuova e dolorosa storia che raccontiamo in un container adiacente La Nave per ricordare i tragici viaggi, attraverso il mare e il deserto, cui sono sottoposti i migranti di questo ventesimo secolo, spesso in fuga da drammi sofferti nei paesi di origine. La voce di Erri De Luca dal suo Cimitero di Lampedusa, ci introduce in questo percorso di otto minuti di immagini e storie. Al piano superiore, una grande sala attrezzata per convegni, conferenze e proiezioni sul tema, una Un’altra, la biblioteca sempre aggiornata di tutto ciò che è stato scritto sull’emigrazione italiana e sui migranti in genere più una raccolta, sempre sul tema, di film e documentari. Una terza sala ospita infine alcune postazioni internet dove gli utenti saranno pilotati, grazie a una serie di link, alla scoperta dello sconfinato e spesso sconosciuto mondo degli italiani sparsi dall’Australia al Brasile, dal Canada all’Argentina. Non mancano, per il benessere degli ospiti, un accogliente caffetteria con degustazione di prodotti tipici e una terrazza immersa nel paesaggio silano, adatta anche a ricevimenti.
ORARI DI APERTURA
LUGLIO: sabato/domenica ore 10.00-13.30 e 15.30-18.00.
AGOSTO: tutti i giorni (chiuso il 15) ore 10.00-13.30 e 15.30-19.30.
SETTEMBRE: sabato/domenica ore 10.00-13.30 e 15.30-18.00 Su Prenotazio tutti gli altri giorni dell’anno
PER PRENOTAZIONI E INFORMAZIONI
info@lanavedellasila.it, info@oldcalabria.org, info@napolinovantanove.org;
o via fax allo 0984.570.776 o 081.66.73.99.
Per qualunque altra informazione tel. allo 081.66.75.99.
Museo naturalistico del cupone
La località del Cupone, a ridosso del lago Cecita, in comune di Spezzano della Sila, così chiamata dall’omonimo fiume che vi scorre, lega la sua memoria storica alle lunghe contese territoriali tra Demanio e privati cittadini definitesi solamente nel maggio del 1876. Caratterizzata dalla presenza massiccia di pino laricio, con esemplari monumentali ancora in vita, alternato ad aree di pascolo, la zona presenta diverse attività di sfruttamento delle sue risorse fin dai primi decenni del XX secolo. Inizialmente vi era solo una segheria, in seguito una produzione, con appositi impianti, di colofonia e di essenza di trementina, poi ancora un’attività di falegnameria e infine un centro propulsore di politiche di difesa e conservazione ambientale. Il Centro Visita sito in località Cupone, sorto proprio a seguito dell'adattamento degli spazi intorno all'antica segheria demaniale e dei plessi accessori, oggi è un centro di educazione ambientale con sentieri naturalistici, osservatori faunistici, museo, giardino geologico. Tutto ciò, oltre alla adiacente area attrezzata per pic-nic lungo il lago Cecita, fa del Centro Visita “Cupone” una delle zone più frequentate del Parco Nazionale della Sila. La sinergia tra l’Ente Parco Nazionale della Sila ed Reparto Carabinieri per la Biodiversità di Cosenza è garante di un ottimale uso del Centro Visita. Il Reparto Carabinieri Biodiversità di Cosenza fornisce il servizio gratuito di visita guidata a scolaresche e gruppi organizzati che ne facciano preventiva richiesta. È presente anche un Orto Botanico accessibile ai disabili e ai non vedenti con pannelli e file audio mp3 esplicativi delle varie essenze (scarica i files audio parte 1, parte 2, parte 3; presso il Centro Visita “Cupone” sono anche disponibili 20 lettori mp3 per chi ne faccia richiesta). L’Orto è posto ad una quota di m. 1.156 e annovera la flora essenziale autoctona del territorio del Parco. Consta sia di una zona umida che di una roccaglia acida che riproduce la vegetazione caratteristica dell’altipiano silano diversificata nell’esposizione a Sud con pino laricio e a Nord con faggio e abete bianco, fra massi erratici di granito. Dedicato agli ipovedenti e ai non vedenti, il percorso didattico dell’Orto Botanico di Cupone corre per i 350 metri del suo sviluppo su traversine di legno delimitate da una staccionata con corrimano. Il paesaggio è quello montano della Sila e le presenze vegetali con le quali interagire sono 115 specie autoctone della flora montana calabrese – dalla potentilla all’astragalo calabro – disposte in terra o in vaschette a seconda delle dimensioni e del genere. Tutte le piante sono accompagnate da schede in braille e con caratteri marcati per gli ipovedenti. L’Orto Botanico occupa una superficie di 10.400 mq, quasi interamente pianeggiante, ed è stato realizzato all’interno delle Foreste Demaniali ricadenti nel perimetro del Parco Nazionale della Sila.
ORARI DI APERTURA
09:00-19:00 (durante l’inverno 08:00-18:00)
PER PRENOTAZIONI E INFORMAZIONI
tel. +39 0984 579 757
Centro ambientamento e diffusione della fauna ``Golia Corvo``
La Riserva di Golia Corvo si estende per 350 ha in Sila Grande, ad una altitudine tra i 1.300-1.600 m s.l.m., e ricade all'interno del territorio dei comuni di Spezzano della Sila e Longobucco. È una Riserva Naturale Statale Biogenetica che è stata istituita il 13 luglio 1977 con un decreto del Ministero dell'Agricoltura e Foreste.La Riserva è situata in posizione centrale sull’altopiano della Sila Grande, su rocce in prevalenza granitiche. L’area occupa parte del bacino del torrente Cecita fino alla sua immissione nell’omonimo lago artificiale. La platea geologica è costituita, esclusivamente, da graniti che alterandosi danno origine a terreni sciolti, non molto fertili. Nonostante ciò possono essere considerati dei buoni suoli forestali. Il clima secondo il De Philippis è di tipo mediterraneo con inverni non troppo rigidi e estati non molto calde, ma siccitose. Secondo la classificazione del Pavari la riserva rientra interamente nella fascia fitoclimatica del Fagetum, sottozona calda con transizioni alla sottozona fredda.
Parco Nazionale della Sila
“I Giganti della Sila”
La riserva naturale I Giganti della Sila, nota anche come riserva naturale del Fallistro dal nome della località in cui si trova, è un'area naturale protetta situata nella provincia di Cosenza ed è stata istituita nel 1987. La riserva occupa una superficie di 5,44 km² a nord-ovest e a sud-est, all'interno del Parco nazionale della Sila. Quest'area protetta è nota in quanto ospita i famosi ``Giganti della Sila`` o ``Giganti di Fallistro``, pini larici ultracentenari di dimensioni maestose, i cui tronchi formano un perfetto colonnato naturale. Tali tronchi possono innalzarsi fino a 45 metri di altezza e avere un diametro alla base di circa due metri, tanto da essere spesso paragonati per dimensioni alle sequoie nordamericane (che però raggiungono dimensioni quasi doppie in altezza e diametri di oltre 10 metri). I pini presenti nella riserva sono 58. Tutti i 58 ``giganti`` presenti nella Riserva sono ultrasecolari, fino ai 350 anni, mentre altre piante, sempre presenti nella Riserva, hanno circa 150 anni. Recentemente sono nati in maniera spontanea altri Pini Larici di età inferiore ai 30 anni.
Area Pic-Nic
Nell’area picnic è possibile trovare numerosi tavoli di legno con panche, sia sul prato che nel bosco, e ampio parcheggio. Inoltre ci sono alcuni barbecue in pietra per preparare ottime grigliate all’insegna della sicurezza.
Camigliatello Silano
Camigliatello Silano è una località montana del comune di Spezzano della Sila (CS), sulla Sila Grande: distante 33 km da Cosenza e situato a 1 272 metri di altitudine, è una delle località silane a maggiore vocazione turistica, durante tutte le stagioni e soprattutto d'inverno, disponendo di un moderno impianto di risalita e di due piste da sci (1 blu e 1 rossa) .Il principale nucleo urbano del villaggio si trova all'interno del parco nazionale della Sila, dove tutto l'anno si possono ammirare gli animali presenti e fare escursioni lungo i percorsi dei boschi silani, mentre numerose altre piccole frazioni sviluppatesi lungo la strada che dal villaggio porta al lago Cecita (un bacino artificiale), facenti tutte parte del complesso turistico di Camigliatello, sono poste al di fuori dei confini del parco.
Consorzio Produttori di Patate associati - Patata IGP Sila
Il Consorzio PPAS si pone come obiettivo principale quello di promuovere e valorizzare le patate dell’altopiano Silano, con al consapevolezza di poter fornire al consumatore un prodotto eccellente e garantire la sostenibilità della filiera. Per ottenere un prodotto di assoluta qualità le aziende agricole associate sono tenute ad osservare i disciplinari di produzione integrata e, per le produzioni a marchio, il disciplinare di produzione della Patata della Sila IGP e vengono affiancate e supportate dallo staff tecnico dalla fase di preparazione del terreno fino alla raccolta. Sul mercato gli sforzi del Consorzio si concentrano sulla differenziazione dell’offerta, abbinando alla qualità intrinseca del prodotto anche un marchio e una confezione percepibile dal consumatore. Su questo fronte tante risorse vengono impegnate nella realizzazione di progetti di ricerca e innovazione condotti in collaborazione con ARSSA e Università rivolti al miglioramento delle tecniche produttive, alla riduzione dell’impatto ambientale, all’individuazione di nuove possibilità di presentazione del prodotto sul mercato. Nel corso degli anni tanti progetti di valorizzazione, promozione e miglioramento della qualità sono stati condotti dal Consorzio che collabora attivamente e continuativamente sul fronte dell’innovazione e della ricerca con l’Università della Calabria, l’Università di Portici, la facoltà di Agraria di Firenze, l’UNAPA alla quale aderisce dal 2005, e l’ARSSA. Nel 2004 in seno al Consorzio PPAS, è nato un comitato promotore costituito da aziende agricole, che ha avviato e seguito l’iter di riconoscimento della indicazione geografica protetta per la Patata della Sila. Tale percorso è terminato nell’ottobre 2010 con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del Reg. UE n. 898/2010 che ha sancito il riconoscimento IGP per la Patata della Sila che si associa alle altre quattro DOP/IGP di patate riconosciute in Europa
CONTATTI
Tel. +39.0984.570568
Mob. +39.342.8620034
Impianti Sciistici e Funivia
La stazione di partenza presenta una moderna cabinovia a otto posti che da 1368 m porta a 1765 m, sul Monte Curcio. Due sono le piste per lo sci alpino, una rossa di 2050 m e una blu di 2220 m, dotate di innevamento programmato. A valle, dove confluiscono le due piste, si trova il campo scuola dove è presente un tappeto a nastro lungo 52 metri.
Monte Curcio
l monte Curcio (1.768 m s.l.m.) è situato nella Sila Grande, nelle vicinanze di Camigliatello Silano. Sono presenti impianti di risalita, che hanno fatto la fortuna della nota località turistica silana.
Treno della Sila
Un viaggio da Moccone a San Nicola Silvana Mansio passando per Camigliatello Silano a bordo di uno storico treno a vapore degli inizi del secolo scorso. Oggi, a sessant’anni dal completamento della tratta Cosenza - San Giovanni in Fiore, il treno della Sila torna a fischiare, sbuffare e stridere attraversando meravigliosi paesaggi e suggestive valli.
Lago Cecita
Il lago Cecìta, detto anche Mucone, è un lago artificiale realizzato per la produzione di energia elettrica situato in provincia di Cosenza sulla Sila Grande a pochi Km da Camigliatello Silano e le cui sponde ricadono nei comuni di Spezzano della Sila, Longobucco e Celico. Il lago è stato realizzato sbarrando con una diga il fiume Mucone, affluente destro del Crati, che nasce alle pendici del monte Serra Stella, situato tra Monte Curcio e Monte Scuro, per poi scendere repentino verso la valle del Crati. La diga è stata costruita nella vallata del Cecìta nei pressi dell'omonimo torrente, affluente destro del Mucone, da cui prendono il nome, oltre alla valle stessa, anche la diga e il lago. I lavori, iniziati nel 1949, sono stati realizzati dalla società Lodigiani, oggi gruppo Webuild S.p.A originariamente Salini Impregilo S.p.A., per conto della S.M.E. (Società Meridionale di Elettricità) di Napoli e furono ultimati alla fine del 1952. In seguito alla nazionalizzazione dell'energia elettrica, avvenuta nel 1962, il lago e gli impianti idroelettrici annessi sono passati sotto il controllo dell'ENEL.